Parco informale, Arcore (MB) - Lombardia

Ubicata a breve distanza dalla villa Borromeo d'Adda, in fondo a viale San Martino, la villa Giulini Casati Stampa, oggi nota come villa San Martino, costituisce un altro edificio significativo per la comprensione dello sviluppo architettonico ottocentesco di Arcore. La villa, non visitabile, balzata negli ultimi decenni alle cronache per essere divenuta proprietà di Silvio Berlusconi, è stata oggetto di due significativi interventi settecenteschi, che da monastero, fondato nell’VIII secolo, la trasformarono in residenza di delizia. Nella seconda metà del XVIII secolo, in particolare, il conte Giorgio Giulini commissionò l’assetto neoclassico della struttura attuale. Annesso alla villa, dotata di stalle e strutture di servizio, è lo splendido parco all'inglese, ricco di essenze secolari e dotato di una limonaia.
Translation will follow
Indirizzo Viale San Martino Arcore (MB) - Lombardia Accessibilità no
Sito Web Villa San Martino

Il vasto parco che circonda la villa San Martino comprende oggi solo una piccola parte del centinaio di ettari dell'antica proprietà. Il muro della chiusa, nascosto da una galleria verde di carpinate, si apre con una cancellata su una fuga di pioppi, ideale continuazione del grande vialone di accesso dalla parte opposta della villa. Secondo le planimetrie del Brenna del 1838 questo viale proseguiva fino al Lambro, dove, posto in posizione dominante su un'insenatura del fiume, proprio di fronte al "serraglio" del parco reale, si elevava un "Tempietto Giulini". Nel giardino, ornato di gruppi di alberi secolari e impreziosito da statue, che nello sfondo scandiscono la grande carpinata, è inoltre di notevole interesse la monumentale serra neoclassica, rialzata da un piccolo timpano centrale, dove le ampie vetrate si alternano a lesene con eleganti proporzioni.

Strutture architettoniche

Carpinata
Casino
Galleria verde
Scuderia
Serra.

Notizie storiche

La villa, posta nella zona occidentale di Arcore, in posizione quasi ortogonale rispetto alla villa Borromeo, si estende in una zona pianeggiante, priva di rilievi paesaggistici. Il complesso nacque dalla trasformazione operata nella seconda metà del Settecento dell'antico Monastero di San Martino, di cui si conservano alcune strutture architettoniche e parte della proprietà rurale estesa fino al Lambro. La trasformazione venne operata su commissione del conte Giorgio Giulini, morto nel 1781. L'edificio mantiene una struttura ad U aperta verso il paese, con un vialone di acceso lungo l'asse prospettico che dalla piazza antistante la villa Borromeo si spinge verso ovest, superando a cannocchiale la villa nella sequenza degli spazi: corte, arco centrale del portico e apertura corrispondente al salone. Il restrostante giardino si prolunga otticamente con un filare di pioppi oltre la strada provinciale fino al Lambro. Questo concetto spaziale lega la residenza al verde agricolo e al parco secolare, in cui è immersa secondo un criterio prettamente settecentesco. Risale invece al primo periodo neoclassico l'architettura esterna, molto lineare con sottili fasce marcapiano, che verso corte si prolungano nelle ali. Il portico nel corpo centrale ha conservato la sua fisionomia originaria: scandito da cinque colonne monolitiche poggianti sul pavimento a grandi lastre di granito e voltato a crociera ribassata. Di epoca neoclassica sono anche le belle scuderie, restaurate alla fine degli anni Settanta del secolo scorso e riportate alla loro dimensione originaria, con l'eliminazione di strutture tardo ottocentesche.

Epoca

XVIII

Bibliografia

Cito Filomarino Anna Maria, Villa Giulini, Casati Stampa di Soncino, in Bagatti Valsecchi Pier Fausto, Cito Filomarino Anna Maria, Suss Francesco (a cura di), Ville della Brianza, I, Lombardia 6, Milano, 1980, pp. 24-35.

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Privata

Provvedimento di tutela

D. Lgs. 42/2004

Note

Carpini.