Giardino Pesaro (PU) - Marche

Villa Imperiale - Giardino all'italiana 2┬®Antonio Martinelli-min

Indirizzo Strada San Bartolo 63 Pesaro (PU) - Marche -
Telefono 338 2629372 (Cooperativa Isairon, prenotazione visite guidate)
Costo ingresso
E-mail info@villaimperialepesaro.com
Sito Web Villa Imperiale

La villa sorge in prossimità di Pesaro, sulle pendici meridionali delle alture che costituiscono il Parco Naturale del colle San Bartolo, ed è costituita da due distinti edifici collegati fra loro da un percorso aereo, cinti da un paesaggio agrario e boschivo incontaminato.
La costruzione del primo corpo, un edificio quadrangolare con corte interna e torre, fu voluta da Alessandro Sforza, signore di Pesaro, e ultimata nel 1469; deve il suo nome all’imperatore Federico III che, in visita a Pesaro nel 1452, fu invitato a posare la prima pietra. Di quella prima villa Francesco Maria della Rovere e Leonora Gonzaga, duchi di Urbino, commissionarono negli anni Venti del Cinqucento l’ampliamento all’architetto e pittore Girolamo Genga. Questi, che aveva all’epoca già diretto la decorazione di alcune stanze dell’originario edificio, aggiunse una nuova costruzione, detta dell’Imperiale Nuova, adagiata sul colle grazie a un sistema di terrazzamenti.
Il vecchio edificio sforzesco fu adibito a funzioni ricettive e domestiche, mentre la nuova ala, segnata da giardini, cortili e logge, fu integralmente destinata a soddisfare le esigenze della vita in villa della corte e degli illustri ospiti lì alloggiati. Al complesso dei due edifici si legano differenti ambienti vegetali: il bosco posto nella parte superiore della tenuta, il prato alberato antistante l’accesso, il giardino formale situato all’interno dell’Imperiale Nuova, la vasta tenuta agraria che accoglie l’insieme.
Nel passato, chi si recava alla villa incontrava dapprima il ‘selvatico’, una zona boscata lasciata allo stato seminaturale, usata come riserva faunistica per l’attività venatoria della corte. Percorsa la strada ombreggiata che attraversava la macchia, si raggiungeva l’edificio davanti al quale era predisposto uno spazio verde di accoglienza che risulta oggi ombreggiato da alberature (soprattutto pini); infine si penetrava in una natura composta e regolata.
Quest’ultimo spazio è costituito da un giardino terrazzato, il primo della regione a distendersi su più livelli, che si dispiega all’interno del recinto architettonico dell’Imperiale Nuova. Genga, forse sull’esempio del cortile del cortile del Belvedere a Roma, adibì a giardino i due terrazzamenti superiori, mentre il cortile a una quota inferiore fu lasciato libero per spettacoli e rituali di corte.
I lunghi periodi di abbandono del complesso e i danni subìti anche durante la seconda guerra mondiale hanno portato alla scomparsa dei giardini originari, che sono però evocati da quelli impiantati nel corso del secolo scorso dalla famiglia degli attuali proprietari, che hanno promosso gli attenti restauri.
Il terrazzamento inferiore del giardino era in origine cinto da una spalliera continua di cedri e limoni e aveva un disegno di aiuole regolari, di mirto e alloro con alberelli di aranci amari.
Anche nel giardino superiore un ruolo di primo piano era riservato agli agrumi che, messi a terra a spalliera, perimetravano uno spazio a grandi quadri delineati da siepi miste.
È dal sistema di terrazze continue che coronano la struttura che la raffinatezza della composizione si percepisce nella sua pienezza. Se ci si rivolge verso l’interno, si gode del dialogo fra la parte superiore, che racchiude la regolare costruzione naturale a giardino, e quella inferiore, dove è invece l’architettura costruita, nella sua elegante ispirazione anticheggiante, ad essere esibita. All’esterno, sono invece l’antico bosco di lecci che sovrasta la composizione e la valle fluviale con la quinta delle cime appenniniche lontane a completare il quadro paesaggistico.

Strutture architettoniche

Bosco
Corte
Loggia
Terrazzamento
Torre.

Epoca

1469

Bibliografia

Panzini Franco, Villa Imperiale, in L'Italia dei giardini. Viaggio attraverso la bellezza tra natura e artificio, Milano, Touring Editore, 2016, p. 207-208.

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Privata

Note

Arancio amaro; Cedri; Leccio; Limoni.

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