Parco Villafranca Piemonte (TO) - Piemonte

Castello di Marchierùpanoramica

Indirizzo Via San Giovanni 77 Loc. Frazione San Giovanni Villafranca Piemonte (TO) - Piemonte Accessibilità sì - parzialmente aperto al pubblico
Telefono +39 348 0468636 Orari apertura Privati: ultime domeniche dei mesi da maggio a settembre. Orari: 10.00-12.00 e 15.00-18.00. Gruppi previa prenotazione.
Costo ingresso Euro 6,00 comprensivi di visita guidata dai proprietari alle sale del castello
E-mail segreteria@castellodimerchieru.it
Sito Web Parco del Castello di Marchierù

Il parco ed il giardino all’italiana occupano come nei secoli scorsi i lati sud ed ovest del castello. L’originario impianto ottocentesco, come attestato da catasti e cabrei conservati nell’archivio familiare, era caratterizzato dalla presenza di una trama di bosso topiato che ripartiva geometricamente il campo planimetrico; di questo impianto resta una parte nel lato ovest, con residui isolati resti (buxus sempervirens) qui e lì nel parco, posti a delimitazione di ampie spianate erbose. Il parco presenta piante secolari di cui è storia nell’archivio padronale, come il platano piantato nel 1812 da Maria Canera di Salasco, prima dama di corte di Maria Teresa d’Asburgo-Lorena all’atto dell’ingresso in questa dimora quale sposa di Giuseppe Amedeo Filippi di Baldissero (e quindi “metteva radici” nella sua nuova casa) suggestivi gli angoli anche nascosti dedicati alle ortensie (hydrangea macrophylla), luoghi di relax e percorsi fino ad un romantico rondò delimitato da svettanti platani. Fra camelie (camelia japonica) e tulipier (liriodendron tulipifera) esemplari di rose inglesi perfezionano nei prati ed in varie aiuole la collezione di casa che raccoglie decine di rosai e piante isolate: così si ammirano rose bourbon, mucose e rambler assieme all’antica da tempo preesistente new down, la prima rosa ad essere brevettata negli stati uniti nel 1930. Esse si accompagnano a colorate piante erbacee annuali e perenni, a ciuffi di acanto, a ricche bordure ed a una folta aiuola di begonie evansiane prospicienti l’ingresso della scuderia settecentesca. Di particolare e suggestivo effetto i tre glicini che, assieme ad un antico caprifoglio, pretendono i loro tralci lungo le facciate che cingono il cortile del castello. E’ tuttora conservato, delimitato da muro di bossi, un piccolo frutteto di antiche piante.

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