Parco orto misto formale di sculture di collezione, Venaria Reale (TO) - Piemonte

PC VENARIA WEB1

Indirizzo Piazza della Repubblica, 4 Venaria Reale (TO) - Piemonte Accessibilità sì - aperto al pubblico
Telefono +39 011 4992333
E-mail prenotazioni@lavenariareale.it
Sito Web Reggia di Venaria

I giardini della Reggia di Venaria si presentano oggi come un articolato intreccio di riferimenti storici e progettazione contemporanea. La storia del sito è lunga e travagliata: nel 1659 l’architetto Amedeo di Castellamonte realizza un complesso che unisce in un solo sistema residenza venatoria, borgo, giardini all’italiana, territori di caccia. Terrazze, grotte, scalinate, quinte architettoniche, peschiere, un canale di 600 metri che unisce la grande fontana d’Ercole al tempio di Diana, centinaia di sculture: tutto ciò sopravvive sino al 1700 quando – ricostruendo il palazzo come château – i giardini sono completamente distrutti per realizzare un nuovo impianto alla francese, messo in opera dall’intendente Henri Duparc, proveniente da una famiglia-dinastia di giardinieri attivi a Saint Germain-en-Laye presso Parigi. Questo parco scompare completamente in epoca napoleonica. Dopo gli interventi degli anni 1998- 2003 e i successivi incrementi, il complesso si presenta oggi parzialmente ricostruito, seppur in forme contemporanee attente alle direttrici storiche (55 ettari su 125). Le terrazze della grande galleria offrono il punto di vista migliore sul gran parterre, la zona dove maggiormente si respira l’atmosfera del Settecento: siepi di bosso, tassi scolpiti a piramide, prati rasati, gallerie di carpini ricalcano le vedute dell’epoca, facendo contorno all’enorme serra laterizia, la citroniera realizzata da Filippo Juvarra nel 1726. Al centro, una installazione di arte contemporanea di Giovanni Anselmo. Dalla terrazza della sala di Diana, il cuore del palazzo seicentesco, invece ‘l’occhio’ oltrepassando il parterre, segue la lunga prospettiva dove un canale definito da pareti in acciaio corten ripropone l’antica assialità seicentesca, enfatizzata da quattro file di tigli, fino ai resti del tempio di Diana. Questo secondo parterre, bordato di fiori e siepi di bosso, ripropone quello settecentesco in forme semplificate, con decori contemporanei. Al termine, una terrazza in legno e metallo consente nuovamente la vista lungo la prospettiva e al contempo l’osservazione delle rovine della fontana d’Ercole, riemerse dagli scavi. Il visitatore può quindi proseguire verso il lungo viale di terrazza caratterizzato da quattro filari di tigli, visitare i boschetti bordati da spalliere di aceri o il grande giardino delle rose, dove i moderni pergolati ricoperti di rose rampicanti riecheggiano gli antichi berceau. Dal lato opposto, invece, verso nord, si può scendere e visitare il Giardino delle sculture fluide, opera d’arte totale di Giuseppe Penone: l’artista, lavorando con il metallo, il marmo e la natura stessa, parafrasa il ritmo dell’antico giardino delle fontane creando un ambito al contempo rigoroso e accattivante, forse l’intervento più omogeneo in tutto il complesso. Le grotte lungo questi spazi verdi, restaurate e reintegrate nelle linee generali, ospitano frammenti scultorei frutto degli scavi. A nord di tale zona si colloca la grande peschiera, realizzata secondo il progetto seicentesco, facendo percepire la vasta scala di questo complesso sin dalla fondazione. Lungo il canale, dal lato nord, si colloca infine, il potager royal, luogo dove le colture di frutta e ortaggi riprendono il disegno dell’antico potager (oggi occupato da una scuola), divenendo una produzione acquistabile dal pubblico.

Strutture architettoniche

Bosquet
Canale
Fontana
Filari
Galleria
Grotta
Orangerie
Orto
Parterre
Peschiera
Quinte
Serra
Siepi topiate
Tempio
Terrazza.

Notizie storiche

Nel 1659 l’architetto Amedeo di Castellamonte realizza un complesso che unisce in un solo sistema residenza venatoria, borgo, giardini all’italiana, territori di caccia. I giardini sono completamente distrutti per realizzare un nuovo impianto alla francese, messo in opera dall’intendente Henri Duparc. Questo parco scompare completamente in epoca napoleonica. Dopo gli interventi degli anni 1998- 2003 e i successivi incrementi, il complesso si presenta oggi parzialmente ricostruito.

Epoca

1659 e 2007

Progettisti ed esecutori

Amedeo di Castellamonte
Filippo Juvarra

Bibliografia

Cornaglia Paolo, La Reggia di Venaria, in L'Italia dei giardini. Viaggio attraverso la bellezza tra natura e artificio, Milano, Touring Editore, 2016, pp. 26-27.

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Stato

Note

Aceri: spalliere; Bosso: siepi; Carpini; Rose; Tasso: sculture; Tigli: filari.