Giardino formale, Roma (RM) - Lazio

Il palazzo Salviati alla Lungara, sede del Centro Alti Studi per la Difesa dal 1971, è un'interessante dimora rinascimentale, edificata a partire dal 1520 per Filippo Adimari, illustre e colto prelato fiorentino, su progetto di Giulio Romano. Dopo diversi passaggi di proprietà successivi alla morte dell'Adimari, nel 1536, l'edificio fu completato da Nanni di Baccio Bigio entro il 1568. Il palazzo conserva in parte l'originario giardino all'italiana, con significative testimonianze risalenti all'ampliamento realizzato nel 1634: grandiosi ingressi, ninfei, scalinate e fontane, e alcune preziose piante esotiche, tra cui un raro esemplare di albero di pepe.
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Indirizzo via della Lungara, 82 Roma (RM) - Lazio -
Telefono +39 06 6868403 +39 06 46913160
E-mail cerimoniale@casd.difesa.it
Sito Web Giardino di Palazzo Salviati alla Lungara

Nel giardino formale, cui si accede da una poderosa arcata monumentale del secolo XVII sul fronte sud, è di particolare suggestione la testata monumentale, non ultimata, dell'originaria scala d'acqua barocca, realizzata nel terzo decennio del XVII secolo. Una statua marmorea acefala di Dioniso è posta nella grotta rustica, lungo il perimetro a monte della proprietà. Molto interessante è il teatrino agreste collocato alle spalle del monumento alla Vittoria, probabile sede in cui l'Arcadia teneva alcune delle sue prime riunioni nel XVIII secolo. Tra gli esemplari arborei più significativi, alcuni dei quali risalenti all'originario impianto dell'Orto Botanico di Roma, vanno segnalate alcune preziose piante esotiche, tra cui un raro esemplare di albero di pepe, oltre a individui di Ginkgo biloba, Celtis austalis, Metasequoia glyptostroboides, Tilia tormentosa, Celtis australis, Magnolia grandiflora etc.

Strutture architettoniche

Catena d'acqua
Ninfeo
Portale
Serra.

Notizie storiche

Il palazzo Salviati in via della Lungara, sede del Centro Alti Studi per la Difesa dal 1971, è una splendida dimora rinascimentale posta ai piedi del colle Gianicolo. L’ edificio venne edificato a partire dal 1520 per Filippo Adimari, nobile prelato fiorentino, su progetto di Giulio Romano, allievo di Raffaello, con la facciata rivolta verso il Tevere. Alla morte del primo proprietario, nel 1536, il palazzo, rimasto incompiuto, passò di mano in mano bel corso del XVI secolo, fino ad arrivare al cardinale Giovanni Salviati. Sarà il fratello di questi, Bernardo, anch'egli cardinale, a commissionare l’ultimazione della fabbrica all’architetto Giovanni Lippi, detto Nanni di Baccio Bigio, che completò l’edificio entro il 1568, ampliandone sensibilmente le dimensioni verso il colle del Gianicolo, ma mantenendo la lunghezza originaria della facciata su via della Lungara, seppure apportandovi sensibili modifiche. Nel 1634 il palazzo venne nuovamente ristrutturato e ridecorato nonché arricchito dalla creazione di un magnifico giardino all’ italiana con importanti elementi architettonici nei grandiosi ingressi, nel ninfeo, nelle scalinate e nelle fontane. Dopo diversi, ulteriori passaggi di proprietà il complesso subì numerose trasformazioni architettoniche che ne decretarono una graduale fase di decadenza. A partire dal 1820, in un arco di circa vent’anni, il Governo Pontificio acquistò dapprima una larga porzione del grande giardino e successivamente l’intero palazzo, destinandolo a sede dell’'Archivio Urbano. Nel 1822, allorché fu presa la decisione di trasferire l’Orto Botanico a Villa Salviati, l’allora direttore Ernesto Mauri e l’architetto dell’Archiginnasio Fabrizio Giorgi, si resero conto della necessità di apportare alcune modifiche alla nuova sede, tali da renderla idonea alla destinazione. Venne così elaborato un progetto di sistemazione del giardino che prevedeva la divisione delle 4 grandi aiuole della parte pianeggiante in 40 piccole aiuole, destinate ad accogliere ognuna una coltura diversa, circondata da piante in vaso. I grandi alberi, invece, si era pensato di sistemarli nell’area a ridosso delle pendici del Gianicolo. Venne inoltre sistemata un’aula per le lezioni in un fabbricato già esistente nel giardino, nel quale fu anche delimitato uno spazio adatto alle piante bisognose d’ombra. Il progetto del Giorgi prevedeva poi anche la costruzione di un fabbricato ex-novo per la collocazione delle serre, precisamente di due calidarii e un tepidarium. L’esigenza di coltivare rapporti internazionali venne subito sottolineata dall’allora direttore, Ernesto Mauri che, già nell’estate del 1824, si recò a Parigi per visitare l’Orto Botanico di quella città, elaborando la proposta di acquistare per il giardino di Roma 150 piante rare. Scambi e collaborazioni con i direttori degli Orti Botanici delle altre città furono mantenuti vivi nel tempo. Nel 1849 il Palazzo cambiò ulteriormente destinazione, divenendo prima acquartieramento delle truppe francesi chiamate e difendere lo Stato Pontificio contro i difensori della Repubblica Romana, e quindi caserma dei Dragoni Pontifici. Nel 1870 divenne proprietà dello Stato italiano e dal 1883 al 1943 sede della Scuola Militare di Roma. Nel 1933 venne edificata l’ala che delimita il cortile verso il parco, a suo tempo facente parte dell'Orto Botanico di Roma e l'ingresso monumentale realizzato nel 1837, con le sfingi poste sui pilastri del cancello. .

Epoca

1520

Progettisti ed esecutori

Pippi Giulio detto Giulio Romano (progettista)
Giovanni detto Nanni di Baccio Bigio Lippi (progettista)
Fabrizio Giorgi (progettista.)

Bibliografia

Morolli Gabriele (a cura di), Palazzo Salviati alla Lungara, Roma 1991

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Stato

Provvedimento di tutela

D. Lgs. 42/2004

Note

Abete d'acqua (Metasequoia glyptostroboides); Bagolaro (Celtis australis); Ginco (Ginkgo biloba); Magnolia (Magnolia grandiflora); Tiglio tomentoso (Tilia tomentosa);