Statuto APGI 26_04_2017

 

ALLEGATO “B” AL ROGITO N. 14836

    STATUTO

della

“ASSOCIAZIONE PARCHI E GIARDINI D’ITALIA”

Art. 1. – E’ costituita – ai sensi degli artt. 14 e seguenti del codice civi­le – l’Associazione denominata

“Associazione Parchi e Giardini d’Italia”

in breve

“APGI”.

La denominazione dell’Associazione potrà essere scritta con qualun­que for­ma grafica e con caratteri mi­nuscoli e/o maiuscoli.

L’Associazione è regolata dal presente Statuto.

Art. 2. – L’Associazione ha sede in Roma, Via Nazionale n. 243.

Possono essere istituite sedi secondarie, sia in Italia che all’estero, con delibe­razione dell’assemblea degli Associati. Possono essere al­tresì istituiti uffici, filiali, succursali ed agenzie, sia in Italia che all’e­stero, con deliberazione del Consiglio Direttivo.

Art. 3. – L’Associazione non ha fini di lucro e persegue finalità di pub­blica utilità volte alla tutela, conser­vazione, recupero, valorizzazione e promozio­ne del patrimonio di parchi, eventualmente anche archeo­logici, e di giardini su tutto il territorio italiano.

A tale fine essa:

- elabora una politica comune di classificazione, di salvaguardia, di crea­zione, di manutenzione, di ge­stione, di sviluppo e di promozione di parchi e di giardini;

- svolge attività di promozione per la fruizione pubblica, anche in chiave turistica, di parchi e di giardi­ni;

- promuove normative che rispondano alle specifiche esigenze di proprie­tari e gestori di parchi e di giardini;

- elabora proposte per un migliore contributo allo sviluppo sosteni­bile di parchi e di giardini;

- intraprende e promuove ogni azione diretta alla tutela, alla con­serva­zione, al recupero, alla valoriz­zazione o alla promozione dei be­ni di cui so­pra e degli ambienti che con essi abbiano attinenza;

- promuove e svolge attività di studio, di ricerca scientifica e di do­cu­mentazione, anche in relazione agli effetti delle minacce ambientali per la biodiversità e l’ecosistema di parchi e di giardini;

- organizza eventi formativi, convegni, seminari;

- concede premi e borse di studio;

- edita pubblicazioni che abbiano ad oggetto parchi e giardini.

L’Associazione può perseguire le proprie finalità partecipando, anche in sede di costituzione, ad altre as­sociazioni ed enti, italiani ed esteri, di qualunque natura o genere aventi scopi analoghi o affini al pro­prio, nonché attraverso la conclusione di accordi o convenzioni con essi.

L’Associazione opera in stretta collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Art. 4. – Esclusivamente per il raggiungimento delle proprie finalità, l’Asso­ciazione può:

- stipulare ogni più opportuno atto o contratto tra cui, senza esclu­sione di altri, l’assunzione di finan­ziamenti a breve, medio o lungo ter­mine, la sotto­scrizione di atti di obbligo o di sottomissione per la con­cessione in uso di be­ni pubblici, la stipula di speciali convenzioni di qualsiasi genere, anche tra­scrivibili nei Pubblici Registri, con enti pubblici o privati, che siano giudicati opportuni per il raggiungimento degli scopi dell’Associazione;

- amministrare e gestire i beni di cui sia proprietaria, locatrice, co­moda­taria, usufruttuaria o comunque posseduti o gestiti, anche per concessione amministrativa, in modo da conservare, ed eventual­mente ri­pristinare, le loro caratteristiche artistiche e storiche;

- aprire, ove possibile, al pubblico le proprietà acquisite o ammini­strate, indicando le relative modalità;

- contribuire ai progetti e ai lavori di consolidamento, restauro e ma­nu­tenzione, nonché ad attività di tu­tela e protezione di beni di privati o altri en­ti, mediante specifiche convenzioni da stipularsi di volta in vol­ta;

- promuovere intese con enti scientifici, culturali ed educativi, italia­ni e stranieri, per l’utilizzo dei beni di cui trattasi, allo scopo di facilita­re studi ed attività culturali, sia promuovendo incontri e convegni, sia assicurando luo­ghi di riposo e meditazione a persone impegnate nel­le attività di studio o di ricerca;

- promuovere analoghe intese con istituti, enti, associazioni, fonda­zioni italiani e stranieri per l’orga­nizzazione di seminari o incontri e per l’utilizza­zione e gestione comune di beni culturali appartenenti agli enti citati;

- organizzare viaggi a scopo di istruzione, di studio e di formazione culturale, organizzare manifestazioni o spettacoli;

- porre in essere altre attività strumentali per il perseguimento dei fini sta­tutari, quali ad esempio  la realizzazione o l’affidamento a terzi di servizi ag­giuntivi.

Art. 5. - Il patrimonio iniziale dell’Associazione è di Euro 80.000,00.

Il patrimonio può essere altresì incrementato con:

- elargizioni fatte da enti o da privati, con espressa

destinazione ad incremento del patrimonio dell’Associazione;

- beni mobili e immobili che pervengano all’Associazione a qualsiasi titolo e che siano destinati al patri­monio;

- somme prelevate dai redditi che il Consiglio Direttivo, con proprie delibe­razioni, disponga di destinare ad incrementare il patrimonio.

Art. 6. – Per l’adempimento dei suoi compiti l’Associazione dispone:

- dei redditi del patrimonio di cui all’Art. 5;

- delle somme che pervengano all’Associazione da enti o privati inte­ressati ai suoi fini, e che non siano destinate ad incremento del patri­monio;

- dei contributi degli Associati;

- degli eventuali residui attivi ed altri proventi attinenti l’attività di ge­stione, di promozione culturale e di qualsiasi altra attività posta in es­sere dall’Asso­ciazione;

- delle somme che derivino da alienazioni di beni facenti parte del pa­trimo­nio, che vengano destinate con motivata delibera del Consiglio Direttivo ad uso diverso dall’incremento del patrimonio;

- dei contributi pubblici o privati versati all’Associazione per il raggiun­gi­mento delle sue finalità.

L’Associazione non distribuisce, neanche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, nonché fondi, ri­serve o capitale durante la propria vita, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

L’Associazione ha l’obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendi­conto economico e finanzia­rio secondo le disposizioni statu­tarie e di destina­re eventuali utili o avanzi di gestione alla realizzazio­ne delle proprie attività istituzionali.

Art. 7. – Possono essere Associati dell’Associazione persone giuridiche ed enti in ge­nere, di qualsiasi natura, pubblici e/o privati, nonché perso­ne fisi­che, sia ita­liani sia esteri.

Gli Associati si distinguono in Associati Fondatori, Associati Benemeriti, As­sociati Ordinari e Associati Sostenitori.

Sono Associati Fondatori: coloro che hanno stipulato l’atto costitutivo del­l’Associazione ed hanno nomi­nato il primo Consiglio Direttivo.

Sono Associati Benemeriti: quelli che abbiano svolto in favore dell’As­so­ciazione attività di eccezionale ri­lievo ovvero abbiano contribuito fi­nanzia­riamente in modo sostanzioso.

Sono Associati Ordinari: quelli che, condividendo le finalità dell’Asso­cia­zione, contribuiscano alla realiz­zazione dei suoi scopi e versino la quota as­sociativa annuale. La qualifica di Associato Ordinario dura per tutto il perio­do per il quale la quota è stata versata.

Sono Associati Sostenitori: coloro i quali, condividendo gli scopi dell’Asso­ciazione, desiderino e possano contribuire economicamente a titolo di libera­lità o fattivamente al raggiungimento degli scopi stessi in modo rilevante ri­spetto agli Associati Ordinari.

Gli Associati Sostenitori che intendono aderire all’Associazione do­vranno presentare espressa domanda al Consiglio direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Associazione si propone e l’impegno ad accet­tarne e osservarne Statuto e Regolamenti.

Per essere ammessi alla qualifica di Associato Sostenitore l’apporto che si in­tende rendere all’Associa­zione potrà essere costituito:

- dal versamento di una quota annuale maggiore rispetto a quello stabilita per i Soci ordi­nari;

- da elargizioni liberali;

- dall’apporto di beni materiali o immateriali e di attività, an­che personale.

Gli Associati Sostenitori che intendano aderire versando la quota an­nuale, ol­tre alle eventuali elargizioni liberali, acquisiscono il diritto di voto nelle As­semblee dell’Associazione.

Possono altresì far parte dell’Associazione, con la qualifica di Parteci­panti Onorari, coloro cui venga ri­conosciuto dal Consiglio Direttivo uno status culturale di particolare rilievo.

I Partecipanti Onorari non sono tenuti al versamento della quota as­sociativa e non assumono la qualifi­ca di Associati, né particolari diritti.

La qualifica di Partecipante Onorario dura per il periodo determinato dal Consiglio Direttivo all’atto della ammissione.

L’appartenenza all’Associazione ha carattere libero, ma impegna al ri­spetto delle decisioni prese dai suoi organi rappresentativi, secondo le competenze statuarie e secondo quanto eventualmente disposto dal regolamento dell’As­sociazione.

Gli Associati rispondono comunque esclusivamente nei limiti delle quote una tantum o annuali di rispet­tiva spettanza, che abbiano di­chiarato di accet­tare.

Gli Associati possono recedere in qualsiasi momento dall’Associazio­ne con lettera raccomandata a/r. Il recesso ha effetto dal trentunesi­mo giorno succes­sivo al ricevimento della stessa. I recedenti sono co­munque obbligati al ver­samento delle quote eventualmente dovute ai sensi del primo capoverso del pre­sente comma.

L’Associazione tiene apposito libro degli Associati, nel quale gli stessi devo­no essere indicati distinta­mente per ogni categoria con la preci­sazione dei versamenti delle quote eseguiti, ove previsti. Il libro, pri­ma di essere messo in uso, deve essere numerato progressivamente in ogni pagina. Per le modali­tà di tenuta del libro si applicano le nor­me delle società per azioni previste per il libro dei soci.

Art. 8. – L’ammissione degli Associati e dei Partecipanti Onorari avvie­ne su domanda scritta degli inte­ressati.

La decisione in ordine alle domande di ammissione degli Associati e dei Par­tecipanti Onorari spetta al Consiglio Direttivo che decide a maggioranza dei suoi membri entro 90 (novanta) giorni dalla presen­ta­zione della domanda. L’eventuale diniego deve essere motivato.

La qualifica di Associato e di Partecipante Onorario ha decorrenza dal giorno in cui la domanda è accol­ta dal Consiglio Direttivo subordi­natamente al ver­samento della quota di ammissione, ove prevista.

Art. 9. – La qualità dell’Associato può venire meno per:

- recesso, da comunicarsi per iscritto;

- estinzione e/o decesso dell’Associato;

- esclusione deliberata dall’Assemblea su proposta del Consiglio Di­rettivo dell’Associazione per gravi motivi.

La qualità di Partecipante Onorario viene meno per le medesime cau­se so­praindicate per gli Associati nonché per la decorrenza della du­rata di tale qualifica stabilita all’atto della ammissione. L’esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo.

Costituiscono gravi motivi di esclusione, tra l’altro i seguenti:

- aver attuato comportamenti contrari agli scopi dell’Associazione;

- aver contravvenuto alle norme ed obblighi del presente Statuto, e/o del re­golamento;

- per gli Associati Ordinari, il ritardato pagamento dei contributi pro­tratto ol­tre tre mesi.

Le cause di esclusione assumono efficacia alla data della delibera­zione di esclusione dell’Assemblea.

Il tutto nei limiti e con le modalità previste dall’articolo 24 del Codice Civile.

Art. 10. – Organi dell’Associazione sono:

- l’Assemblea;

- il Consiglio Direttivo;

- il Presidente;

- uno o due Vice Presidenti, se nominati;

- il Presidente Onorario, se nominato;

- il Comitato Esecutivo, se nominato;

- il Revisore dei Conti o il Collegio dei Revisori dei Conti;

- il Comitato Scientifico;

- il Comitato d’Onore, se nominato.

Per quanto concerne i rapporti con l’Associazione, il domicilio degli Associa­ti, dei Partecipanti Onorari, dei Consiglieri, del/i revisore/i e degli altri com­ponenti gli organi associativi, è quello dagli stessi co­muni­cato per iscritto al­la Associazione.

Il domicilio è comprensivo di indirizzo e, se esistenti, di numero di fax e di indirizzo di posta elettronica.

Art. 11. - L’Associazione ha nell’Assemblea il suo organo sovrano.

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea, sia ordinaria che straordi­naria, gli Associati che siano in re­gola col pagamento della quota as­sociativa, ove pre­vista.

L’Assemblea viene convocata in via ordinaria almeno una volta all’an­no en­tro il 30 aprile per l’approva­zione del bilancio consuntivo, per l’e­ventuale rin­novo delle cariche sociali e per la presentazione del bi­lancio preventivo del­l’anno in corso.

L’Assemblea può essere convocata tanto in sede ordinaria, che in se­de straor­dinaria:

- dal Presidente su richiesta del Consiglio Direttivo;

- da almeno un decimo degli Associati, su richiesta motivata.

Art. 12. – Le Assemblee ordinarie e straordinarie sono convocate me­diante comunicazione scritta da in­viarsi al domicilio degli Associati con qualunque modalità di comunicazione che assicuri la prova del­l’av­venuto ricevimento (ivi compresi il fax o la posta elettronica), al­meno 8 (otto) giorni prima della data sta­bilita per l’adunanza.

In caso di particolare urgenza l’Assemblea può essere convocata me­diante l’invio di telegramma o fax ricevuti 3 (tre) giorni prima della da­ta stabilita per l’adunanza.

L’Assemblea è convocata dal Presidente, su decisione del Consiglio Diretti­vo, mediante avviso conte­nente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo della adunanza e l’elenco delle materie da trattare. Nel­l’avviso di convocazio­ne potrà essere fissato il giorno per la seconda convocazione. Quest’ultima non può aver luogo nello stesso giorno fissato per la prima convocazione.

L’assemblea si tiene presso la sede dell’Associazione o nel diverso luogo in­dicato nell’avviso di convo­cazione, purché in Italia.

Art. 13.  L’Assemblea in sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convoca­zione con la presenza di almeno la metà più uno degli Associati In seconda convocazione essa è validamente costituta qualunque sia il numero degli As­sociati intervenuti.

L’Assemblea ordinaria delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Fermo quanto prescritto dal comma successivo e ferme comunque eventuali maggioranze rafforzate inderogabilmente previste dalla normativa vigente, l’Assemblea in sede straordinaria sia in prima che in seconda convocazione è validamente costituita con la presenza di almeno i 2/3 (due terzi) degli Asso­ciati e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patri­monio occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli Associati.

Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità i Consiglieri non hanno voto.

Ogni partecipante all’Assemblea può rappresentare fino a un massimo di altri tre (tre) Associati, purché munito di delega scritta.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Associazione o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente Vicario se nominato, o dall’altro Vice Presidente, se nominato, ovvero in difetto dalla persona eletta con il vo­to favorevole della maggioranza degli Associati presenti in Assemblea.

Il presidente dell’Assemblea è assistito da un segretario, anche non Associa­to, nominato dall’Assemblea con il voto favorevole della maggioranza degli Associati presenti. L’assistenza del segretario non è necessaria se il verbale è ricevuto da un notaio.

Il presidente dell’Assemblea verifica la regolarità della costituzione dell’As­semblea, accerta l’identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svol­gimento e proclama i risultati delle votazioni. Degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale.

I verbali dell’Assemblea sono sottoscritti dal presidente dell’Assemblea e dal segretario, o dal notaio.

Delle deliberazioni dell’Assemblea è redatto verbale, secondo le norme del codice civile che regolano le società per azioni.

I verbali dell’Assemblea sono trascritti in apposito libro delle adunanze e de­liberazioni delle Assemblee, tenuto a cura del Consiglio Direttivo, in cui de­vono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico. Il libro, prima di essere messo in uso, deve essere numerato progressivamente in ogni pagi­na. Per le modalità di tenuta del libro si applicano le norme delle società per azioni previste per il libro delle assemblee.

Le deliberazioni prese in conformità della legge e dello Statuto obbligano tutti i Associati.

Art. 14. – L’Assemblea vota normalmente per alzata di mano, su deci­sione di chi presiede l’Assemblea la votazione può essere effettuata con diverse mo­dalità; è escluso il voto segreto; il presidente della riu­nione per le operazioni di voto può avvalersi, se lo ritiene opportuno, di due scrutatori scelti fra i presen­ti.

Art. 15. - All’Assemblea spettano i seguenti compiti:

- in sede ordinaria:

a) discutere e deliberare sul bilancio consuntivo e preventivo e sulle relazioni al bilancio del Consiglio Di­rettivo;

b) nominare i membri del Consiglio Direttivo e il Revisore o Collegio dei Revisori dei Conti;

c) approvare i regolamenti;

d) deliberare su ogni altro argomento sottoposto alla sua approvazio­ne dal Consiglio Direttivo.

- in sede straordinaria:

a) deliberare sulle proposte di modifica dello Statuto;

b) deliberare sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del pa­trimonio.

Art. 16. – Il Consiglio Direttivo è investito dei più ampi poteri per la ge­stione ordinaria e straordinaria del­l’Associazione e in particolare ha il compito di:

- deliberare sulle questioni riguardanti l’attività dell’Associazione per l’at­tuazione delle sue finalità e se­condo le direttive dell’Assemblea, assumendo tutte le iniziative del caso;

- predisporre il bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’As­sem­blea per l’approvazione;

- deliberare su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presi­dente, purché non di competenza dell’Assemblea;

- deliberare sull’accettazione delle domande di ammissione dei nuovi Asso­ciati, determinare la qualifi­ca degli stessi, fissare le quote di ammissione e i contributi associativi, nonché l’eventuale penale per i tardivi versamenti;

- proporre l’esclusione degli Associati da sottoporre a delibera as­sembleare;

- deliberare sull’accettazione delle domande di ammissione dei Par­tecipanti Onorari e sulla loro esclu­sione.

Art. 17. - Il Consiglio Direttivo è formato da 3 (tre) a 25 (venticinque) membri no­minati dall’Assemblea degli As­sociati, secondo il numero dalla stessa fissato all’atto della nomina. Durano in carica tre esercizi (con scadenza alla data della riunione fissata per l’approvazione del bilan­cio consuntivo relativo al terzo eser­cizio). Possono essere riconfer­mati.

Se nel corso del mandato vengano meno, per qualunque motivo, uno o più Consiglieri, gli altri provvedo­no a sostituirli, purché la maggio­ranza sia sem­pre costituita da Consiglieri nominati con decisione del­l’Assemblea. I Consi­glieri così nominati restano in carica sino alla successiva Assemblea, che provve­derà alla nomina dei Consiglieri mancanti i quali scadranno unitamen­te agli altri Consiglieri in carica al­l’atto della loro nomina.

Qualora per qualsiasi motivo venga meno più della metà dei Consi­glieri no­minati con decisione dell’As­semblea, il Consiglio Direttivo si ritiene per inte­ro dimissionario. In tal caso, i Consiglieri non venuti me­no devono convoca­re d’urgenza l’assemblea degli Associati per la nomina del nuovo organo am­mini­strativo.

La cessazione del Consiglio Direttivo per scadenza del termine ovve­ro per il caso di cui al comma pre­cedente  ha effetto dal momento in cui il nuovo or­gano amministrativo è stato ricostituito.

Art. 18. Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta il Presidente lo ri­tenga neces­sario o quando lo richiedono almeno un terzo dei suoi componen­ti.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente mediante avviso inviato al­meno tre giorni prima della riunione con qualunque modalità di comunica­zione che assicuri la prova dell’avvenuto ricevimento (ivi compresi il fax o la posta elettronica); l’avviso deve contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo della riunione e l’elenco delle materie da trattare.

Le riunioni del Consiglio Direttivo si tengono presso la sede dell’Associazio­ne o nel diverso luogo indicato nell’avviso di convocazione, purché in Italia.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggio­ranza dei suoi componenti in carica e delibera con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Il voto non può essere dato per rappresentanza. Il voto viene espresso per alzata di mano salvo diversa modalità stabilita del presidente della riunione. E’ escluso il voto segreto. In caso di parità di voti prevale il voto di chi presiede.

Il Consiglio può comunque validamente costituirsi anche nel caso in cui non siano rispettate le formalità di convocazione suddette, purché siano presenti tutti i consiglieri in carica e il Revisore Unico o il Collegio dei Revisori e nessuno si opponga alla trattazione degli argomenti all’ordine del giorno.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente Vicario, se nominato, o dall’altro Vice Presidente, se nominato, o da un Consigliere designato con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Il Presidente della riunione è assistito da un segretario, anche non Consi­glie­re, designato dal presidente della riunione. L’assistenza del segretario non è necessaria se il verbale è ricevuto da un notaio.

Il presidente verifica la regolarità della costituzione del Consiglio Direttivo, accerta l’identità e la legittimazione dei presenti, regola il suo svolgimento e proclama i risultati delle votazioni. Degli esiti di tali accertamenti deve esse­re dato conto nel verbale.

Le riunioni del Consiglio Direttivo si possono svolgere anche per audiocon­ferenza o per videoconferenza, alle seguenti condizioni di cui si darà atto nei relativi verbali:

- che sia consentito al presidente della riunione di accertare l’identità e la le­gittimazione degli intervenuti, regolare lo svolgimento della riunione, consta­tare e proclamare i risultati della votazione;

- che sia consentito al presidente della riunione e al soggetto verbalizzante di percepire adeguatamente gli interventi oggetto di verbalizzazione;

- che sia consentito agli intervenuti di partecipare alla discussione ed alla vo­tazione simultanea sugli argomenti all’ordine del giorno, nonché di visionare, ricevere o trasmettere documenti.

Il presidente della riunione e il segretario devono trovarsi nel medesimo luo­go; in esso si considera tenuta la riunione.

I verbali del Consiglio Direttivo sono sottoscritti dal presidente della riunio­ne e dal segretario, o dal notaio.

Delle deliberazioni del Consiglio Direttivo è redatto verbale, secondo le nor­me che regolano le società per azioni.

I verbali del Consiglio Direttivo sono trascritti in apposito libro delle adu­nanze e deliberazioni del Consiglio Direttivo, tenuto a cura del Consiglio Di­rettivo medesimo. Il libro, prima di essere messo in uso, deve essere numera­to progressivamente in ogni pagina. Per le modalità di tenuta del libro si ap­plicano le norme delle società per azioni previste per il libro dell’organo am­ministrativo.

Art. 19. – Il Presidente ha la rappresentanza generale dell’Associazio­ne nei confronti dei terzi ed in giudi­zio; egli convoca e presiede l’As­semblea, il Consiglio Direttivo e il Comitato Esecutivo, ne esegue le de­liberazioni ed esercita i poteri delegati dal Consiglio in via generale o di volta in volta.

In caso di urgenza il Presidente può adottare i provvedimenti di com­petenza del Consiglio Direttivo. In tal caso il Presidente – ferma co­munque la validità e l’efficacia degli atti compiuti in nome dell’Asso­cia­zione nei confronti dei terzi – deve immediatamente informare i Consiglieri convocando il Consiglio Diret­tivo entro i sessanta giorni dalla data dell’avvenuta adozione dei provve­dimenti

Il Presidente sovrintende in particolare all’attuazione delle delibera­zioni del­l’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

Il Presidente del Consiglio Direttivo, al fine di dare esecuzione a deli­bere del consiglio stesso o del Co­mitato Esecutivo, può nominare procuratori speciali per singoli atti o categorie di atti.

Art. 20. – Il Presidente ed i Vice Presidenti, ove nominati, sono eletti dal Consiglio Direttivo tra i suoi membri.

Essi durano in carica per la durata del Consiglio Direttivo che li ha eletti.

Il Consiglio può eleggere un Vice Presidente Vicario al quale il Presidente può eventualmente delegare poteri di ordinaria gestione delle attività associa­tive.

Il Vice Presidente Vicario dell’Associazione, ovvero l’altro Vice Presidente in caso di assenza o impedimento del Vicario, o, in mancanza, il Consigliere più anziano di età, sostituisce il Presidente in caso di assenza o di impedi­mento. La firma di questi fa fede di fronte ai terzi dell’assenza o dell’impedi­mento del Presidente.

Art. 21. -  Il Presidente Onorario, ove nominato, se non vi provvede l’Assem­blea può essere nominato dal Consiglio Direttivo che fissa al­tresì la durata della carica.

Il Presidente Onorario deve essere persona di integrità morale, anche non As­sociato, con comprovata competenza  per le finalità di interes­se dell’Associa­zione.

Il Presidente Onorario può partecipare, senza diritto di voto, alle riu­nioni del Consiglio Direttivo.

L’Organo dell’Associazione che abbia provveduto alla nomina del Presidente Onorario è titolare del po­tere di revocarlo in qualsiasi mo­mento e senza ne­cessità che vi sia una giusta causa per la revoca.

Art. 22. – Le cariche di Presidente, di Presidente Onorario, di Vice Presiden­te e di Consigliere non inve­stito di particolari incarichi, sono gratuite.

Art. 23. – Il Consiglio Direttivo può delegare parte delle proprie attribu­zioni ad un Comitato Esecutivo, composto da 3 (tre) a 7 (sette) dei suoi compo­nenti, secondo il numero  stabilito all’atto della nomina, di cui uno è il Presi­dente.

Il Comitato Esecutivo, oltre ai poteri delegati dal Consiglio Direttivo, cura l’attuazione dei programmi deli­berati dal Consiglio Direttivo stes­so ed esami­na i piani annuali e pluriennali di previsione.

Il Comitato Esecutivo riferisce al Consiglio Direttivo almeno ogni sei mesi sull’attività svolta.

Il Comitato Esecutivo è convocato dal Presidente mediante avviso in­viato al­meno tre giorni prima della riunione con qualunque modalità di comunica­zione che assicuri la prova dell’avvenuto ricevimento (ivi compresi il fax o la posta elettronica); l’avviso deve contenere l’indica­zione del giorno, dell’ora e del luo­go della riunione e l’elenco delle materie da trattare.

Le riunioni del Comitato Esecutivo si tengono presso la sede dell’As­socia­zione o nel diverso luogo indi­cato nell’avviso di convocazione, purché in Ita­lia.

Il Comitato Esecutivo è validamente costituito con la presenza della maggio­ranza dei suoi componenti in carica e delibera a maggioranza dei presenti. Il voto non può essere dato per rappresentanza. Il voto viene espresso per alzata di mano salvo diversa modalità stabilita del presidente della riunione. E’ escluso il voto segreto. In caso di parità di voti prevale il voto di chi presiede.

Le riunioni del Comitato Esecutivo sono presiedute dal Presidente o, in caso di sua assenza o impedi­mento, da un Consigliere designato con il voto favo­revole della maggioranza dei presenti.

Il presidente della riunione è assistito da un segretario, anche non Consiglie­re, designato dal presidente della riunione. L’assistenza del segretario non è necessaria se il verbale è ricevuto da un notaio.

Il presidente verifica la regolarità della costituzione del Comitato Ese­cutivo, accerta l’identità e la legitti­mazione dei presenti, regola il suo svolgimento e proclama i risultati delle votazioni. Degli esiti di tali ac­certamenti deve esse­re dato conto nel verbale.

Le riunioni possono essere tenute per audioconferenza o videoconfe­renza, al­le medesime condizioni previste per il Consiglio Direttivo.

Il Comitato Esecutivo può comunque validamente costituirsi anche nel caso in cui non siano rispettate le formalità di convocazione sud­dette, purché sia­no presenti tutti i componenti in carica del Comitato e il Revisore Unico, o Collegio dei Revisori, e nessuno si opponga al­la trattazione degli argomenti all’ordine del giorno.

I verbali del Comitato Esecutivo sono sottoscritti dal presidente della riunio­ne e dal segretario, o dal no­taio.

Delle deliberazioni del Comitato Esecutivo è redatto verbale, secondo le nor­me che regolano le società per azioni.

I verbali del Comitato Esecutivo sono trascritti in apposito libro delle adu­nanze e deliberazioni del Comi­tato Esecutivo, tenuto a cura del Comitato Esecutivo medesimo, in cui devono essere trascritti anche i verbali redatti per atto pubblico. Il libro, prima di essere messo in uso, deve essere numerato progressi­vamente in ogni pagina. Per le mo­dalità di tenuta del libro si appli­cano le norme delle società per azioni previste per il libro del comitato ese­cutivo.

Art. 24. - Ove l’Assemblea degli Associati ne riconosca l’opportunità, può es­sere istituito il Comitato d’O­nore.

Il Comitato d’Onore è composto da un numero di membri fino a 10 (dieci), designati dal Comitato Diretti­vo su proposta del Presidente.

I membri del Comitato durano in carica per un triennio, con mandato tacita­mente rinnovabile anche più volte.

Il Comitato d’Onore vigila sull’attività dell’Associazione, affinché ven­gano seguiti costantemente i principi della correttezza e della traspa­renza.

Il Comitato d’Onore, inoltre, può proporre al Comitato Direttivo la par­teci­pazione a progetti o iniziative di particolare caratura scientifica o sociale.

Art. 25. – Per la migliore attuazione degli scopi dell’Associazione, il Consi­glio Direttivo nomina, tra perso­ne professionalmente qualificate, un Comita­to Scientifico, designandone il responsabile.

Il Comitato Scientifico, composto da 3 (tre) a 7 (sette) membri,  si riu­nisce, oltre che su convocazione del Presidente, anche su richiesta del Consiglio Direttivo.

Alle sue sedute assistono i membri del Consiglio Direttivo a ciò dele­gati.

Il Comitato Scientifico:

- esprime pareri di carattere scientifico sull’attività e sui progetti del­l’Asso­ciazione;

- propone i programmi di lavoro per il raggiungimento degli obiettivi appro­vati dal Consiglio direttivo, ne segue lo svolgimento e verifica i risultati con­seguiti.

I membri del Comitato Scientifico durano in carica tre anni, con man­dato rin­novabile.

Art. 26. – Il controllo contabile e finanziario della gestione dell’Asso­ciazione deve essere affidato ad un Revisore unico dei conti oppure ad un Collegio dei Revisori dei Conti, secondo quanto stabilito dal­l’As­semblea.

Nel caso di nomina di un Revisore unico dei conti deve essere altresì nomi­nato un revisore dei conti supplente.

Nel caso di nomina di un Collegio dei revisori esso è composto da 3 (tre) componenti effettivi; devono essere altresì nominati due compo­nenti sup­plenti.

I Revisori sono scelti tra persone che abbiano conseguito un diploma di lau­rea in materie economiche, aziendali o giuridiche, che possieda­no idonee ca­pacità professionali e che siano iscritti al Registro dei Revisori dei Conti ai sensi di legge.

Essi sono nominati dall’Assemblea, durano in carica tre esercizi (con scaden­za alla data della riunione fissata per l’approvazione del bilan­cio consuntivo relativo all’ultimo esercizio del loro mandato) e posso­no essere riconfermati.

L’Assemblea all’atto della nomina determina la retribuzione del Revi­sore uni­co effettivo o dei componen­ti effettivi del Collegio dei Revisori per tutta la durata dell’incarico.

Il Revisore unico dei conti, o il Collegio dei Revisori dei conti, vigila sulla Associazione; provvede al ri­scontro degli atti della gestione fi­nanziaria; ac­certa la regolare tenuta delle scritture contabili; esprime il suo avviso me­diante apposite relazioni sui bilanci preventivi e sui bi­lanci consuntivi; effet­tua le verifiche di cassa.

I Revisori dei conti assistono alle riunioni del Consiglio Direttivo e a quelle del Comitato Esecutivo.

Delle determinazioni del Revisore Unico e delle deliberazioni del Col­legio dei Revisori è redatto verbale, secondo le norme che regolano il collegio sin­dacale delle società per azioni; i verbali sono trascritti in apposito libro delle adunanze e determinazioni del Revisore Unico (o Collegio dei Revisori), te­nuto a cu­ra del medesimo organo. Il libro, prima di essere messo in uso, deve essere numerato progressiva­men­te in ogni pagina. Per le modalità di tenuta del libro si applicano le norme delle società per azioni previ­ste per il libro del collegio sin­dacale.

Art. 27. – L’esercizio finanziario dell’Associazione ha inizio il 1° gen­naio e termina il 31 dicembre di cia­scun anno.

Il primo esercizio si chiude il 31 dicembre 2011, qualora il riconosci­mento dell’Associazione avvenisse nell’anno 2012, il primo esercizio si chiuderà  il 31 dicembre 2012.

Art. 28. – L’Associazione è costituita senza limiti di durata.

Qualora lo scopo dell’Associazione si esaurisca, divenga impossibile o di scarsa utilità, ovvero il suo pa­trimonio divenga insufficiente e più in generale quando ricorrono le cause di estinzione previste dall’art. 27 c.c., l’Associazio­ne si scioglie secondo le modalità previste all’art. 13, comma 3, del presente Statu­to.

In caso di scioglimento, l’Assemblea nomina uno o più liquidatori de­termi­nandone i poteri con le mag­gioranze previste dall’art. 21 del co­dice civile.

Il netto risultante dalla liquidazione sarà devoluto secondo le indica­zioni del­l’Assemblea, in ogni caso ad enti o associazioni aventi finali­tà analoghe a quelle dell’Associazione.

Art. 29. – Particolari norme di funzionamento e di esecuzione del pre­sente Statuto potranno essere di­sposte con regolamento interno da elaborarsi a cura del Consiglio Direttivo e da approvarsi dall’Assem­blea degli Associati.

Art. 30. -  L’Associazione è sottoposta alla vigilanza delle competenti autori­tà.

Art. 31. - Per tutto quanto non è previsto dal presente Statuto si fa rinvio alle norme di legge in materia di Associazioni ed ai principi ge­nerali dell’ordina­mento giuridico italiano.

Art. 32. – Per i primi tre esercizi (2011-2012 e 2013), la determinazio­ne del numero dei componenti il pri­mo Consiglio Direttivo, la nomina dei membri del medesimo, del Presidente, nonché del Revisore unico dei conti effettivo e supplente sono effettuate in sede di atto costituti­vo dagli Associati Fondatori.

F.to:  Paolo Pejrone

F.to:  Luca AMATO  -  Notaio