Parco all'inglese, Fermo (FM) - Marche

| Indirizzo | Viale Trento n.31 Fermo (FM) - Marche | Accessibilità | sì - aperto al pubblico | |
| Telefono | 0734 217140 | Orari apertura | dalle 9.00 alle 19.00 | |
| Costo ingresso | gratuito | |||
| museidifermo@comune.fermo.it | ||||
| Sito Web | Villa Vitali | |||
Il parco di Villa Vitali fu progettato nel 1860 come cornice verde dell’elegante residenza fatta edificare, nella seconda metà del XIX secolo, da Francesco Vitali su disegno dell’architetto Gaetano Manfredi.
Concepito originariamente come orto botanico, il parco è il risultato di una complessa stratificazione storica che riflette l’avvicendarsi di diversi interventi nel corso del tempo. Sebbene la composizione vegetale si sia evoluta rispetto alle testimonianze fotografiche di fine Ottocento e inizio Novecento, il sito custodisce ancora decine di esemplari ultracentenari. Tra questi spiccano per imponenza e longevità specie caratteristiche come il Leccio, il Cipresso e il Cedro, testimoni viventi dell’impianto originario.
Oggi il parco ospita un ecosistema complesso e diversificato:
oltre 500 esemplari tra alberi e arbusti, appartenenti a circa 40 specie differenti.
circa 7.000 nuovi individui introdotti con il restauro del 2024, che comprendono oltre 200 tra specie e cultivar, principalmente arbustive ed erbacee perenni.
La ricchezza botanica del parco costituisce un omaggio alla flora vascolare italiana, che con oltre 8.000 entità rappresenta uno dei patrimoni più vasti d'Europa, ma si apre al contempo a una straordinaria biodiversità coltivata originaria di altri continenti. Questa varietà riflette l'eredità dell’Ottocento, epoca in cui il gusto collezionistico portava nei giardini specie esotiche da tutto il mondo, simboli di prestigio e curiosità scientifica.
Molte delle specie presenti, sebbene oggi comuni nel paesaggio europeo, conservano il fascino delle loro terre d'origine:
Dall'Oriente (Cina, Corea e Giappone): spicca la Sophora japonica 'Pendula', introdotta nel Settecento e già storicamente documentata nel giardino dei Conti Vitali. Ad essa si affiancano il bambù Fargesia robusta, le scenografiche infiorescenze dell’Astilbe, l’Andromeda giapponese e la Callicarpa japonica, il cui nome greco significa letteralmente "bei frutti", in riferimento alle sue caratteristiche bacche lilla.
Dalle Americhe: il Nord America è rappresentato dalla maestosa Washingtonia filifera (palma californiana), dalla Yucca e dalle coloratissime Phlox. Dal Centro-Sud America giunge invece la Canna Indica, introdotta in Europa già all'epoca di Cristoforo Colombo.
Dal Sudafrica: spicca l'eleganza dell’Agapanto, il celebre giglio africano.
Accanto a questa impronta internazionale, il recente restauro ha voluto valorizzare le specie autoctone e la biodiversità spontanea del territorio. Un esempio di eccezionale valore è la Stachys thirkei K. Koch, situata nell'area della voliera: una specie rarissima presente in sole dieci località italiane, di cui tre proprio nel territorio fermano.
L'intervento di recupero ha rispettato rigorosamente la memoria storica del luogo, alcune essenze sono state ricollocate esattamente dove si trovavano in passato, come le rose presso il cancello.
Le fioriture regalano una mutazione cromatica costante durante l'anno. Se le camelie, le rose e i rododendri offrono i momenti di massimo splendore, non meno affascinanti sono i toni azzurrini dell’Ageratum e le geometrie delle nuove piantumazioni.
È proprio questo connubio tra conservazione storica e integrazione botanica contemporanea a rendere il giardino un punto di riferimento d’eccellenza per la tutela della biodiversità, capace di dialogare con il passato guardando al futuro della botanica internazionale.
Strutture architettoniche
Strutture architettoniche: Villa Vitali: fu ricostruita nel 1854 dall’architetto Gaetano Manfredi, che trasformò l’originaria casa colonica nella residenza padronale della famiglia Vitali. Il corpo è costituito da un blocco centrale a pianta rettangolare sviluppato su tre pianil'insieme riflette lo schema tipico delle ville rurali storiche, sebbene declinato in una struttura più semplificata. L’edificio si distingue per una linea neoclassica dalle forme essenziali, che conferisce alla struttura una solenne compattezza. Questo rigore compositivo fu successivamente armonizzato dall’aggiunta laterale di due “barchesse”: strutture porticate, terrazzate e chiuse da vetrate. Queste ali, caratterizzate da arcate a tutto sesto e balaustre di coronamento, costituivano i giardini d’inverno adiacenti all’abitazione, concepiti come eleganti prolungamenti dei salotti padronali secondo la moda del tempo. Dopo aver subito notevoli modifiche interne, la Villa fu acquistata tra il 1976 e il 1977 e destinata a sede museale dal 1993
in seguito agli eventi sismici del 2016, i Musei Scientifici sono stati trasferiti presso Palazzo Paccaroni e la Villa risulta inagibile
Fontana: situata al centro del giardino della corte antistante la Villa, la fontana presenta una vasca circolare sormontata da una statua femminile in terracotta, oggi purtroppo mutilata del braccio destro. “Serra calda”: oggi denominata ristoro, si trova al centro del viale principale del parco ed era adibita al ricovero invernale delle piante, grazie a un sistema di riscaldamento la cui canna fumaria era posizionata nella parete esterna settentrionale
“Serra fredda”: è un elegante porticato neogotico realizzato nel 1860
caratterizzato da una copertura a vetri, offriva un rifugio fresco durante le giornate calde e fungeva al contempo da ambiente per l'acclimatazione delle piante esotiche, la cui importazione era iniziata nel XVIII secolo
Scuderie e granai, sede oggi della Scuola Comunale dell’Infanzia “Villa Vitali”
Piccolo edificio: antica “casa del giardiniere” con la facciata arricchita da alcune dichiarazioni in ceramica raffigurati la “Madonna del Rosario” e una riproduzione del celebre mosaico “Battaglia di Isso”. L’edificio è anch’esso sede della Scuola Comunale dell’Infanzia “Villa Vitali”
Il Galoppatoio: situato davanti alla villa, era utilizzato sia per l’esercizio ippico, che per intrattenere gli ospiti. Aveva forma di ellisse, era racchiuso da due quinte di cipressi ed era adornato da ventiquattro busti in terracotta. Attualmente è stato trasformato in un teatro all’aperto per spettacoli e concerti estivi
La facciata della casa del giardiniere è arricchita da alcune decorazioni in ceramica raffigurati: “Madonna del Rosario” e una riproduzione della celebre “Battaglia di Isso”
Notizie storiche
Il Parco nasce nel 1860 nell’area adiacente all’omonima villa per volontà dei conti Vitali. Con l’intento di dare lustro alla casata, la famiglia trasformò la preesistente casa colonica in una raffinata dimora nobiliare, convertendo lo spazio rurale circostante in un parco monumentale.Il progetto riflette lo stile eclettico dell’epoca attraverso una varietà di suggestioni formali:
Impianto Rinascimentale: i viali di lecci e pini sono organizzati lungo fuochi prospettici definiti;
Stile Romantico: le aree caratterizzate da sentieri sinuosi e naturali;
Architetture suggestive: la serra calda per le specie esotiche; l’elegantissima struttura in laterizio del portico neogotico, un tempo ombreggiata da buganvillee; la voliera per la collezione ornitologica e la montagnola, un’esedra pittoresca dove la vegetazione si fonde con i reperti archeologici collezionati dal conte Francesco Vitali;
Il Galoppatoio: uno spazio adornato da statue classiche, incorniciato da due quinte di cipressi potati in forma ellittica.
A partire dalla metà del Novecento, il parco ha attraversato un lento processo di abbandono che ha causato la perdita di alcuni elementi originari. Tra il 1974-1975, i Vitali ne hanno ceduto definitivamente la proprietà e, nel 1977, il Comune di Fermo ha acquistato il complesso destinandolo a polo culturale e sociale.
Negli anni successivi, il sito ha subito ulteriori trasformazioni funzionali: sul lato est, le ex stalle e i magazzini sono stati riconvertiti in edifici scolastici, mentre l’antico galoppatoio è oggi l’arena – teatro all’aperto per spettacoli e concerti estivi della città.






