Giardino formale, Galzignano Terme (PD) - Veneto

Villa Ardemani Pizzoni credits Villa Valsanzibio srl 1,5 mb

Il complesso monumentale di Valsanzibio è oggi un raro esempio di seicentesco giardino all’italiana, integro nel percorso simbolico e nei giuochi d’acque, tanto da essere insignito del premio internazionale "Il più Bel Giardino d’Europa".
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Indirizzo via Diana, 2 Galzignano Terme (PD) - Veneto Accessibilità sì - aperto al pubblico
Telefono +39 3400825844, +39 0499131065, +39 0499130042
E-mail info@valsanzibiogiardino.com
Sito Web Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, detta Giardino Monumentale di Valsanzibio

Valsanzibio fu portato all’attuale splendore dal nobile veneziano Zuane Francesco Barbarigo e da suo figlio Antonio in seguito ad un solenne voto fatto nel 1631 per scampare alla peste (1630/31). Il primogenito Gregorio, cardinale e futuro santo, ispirò l'alta simbologia del monumentale impianto dell'architetto e fontaniere pontificio Luigi Bernini, fratello di Gianlorenzo, e volle che il giardino di Valsanzibio fosse monumentale emblema della via di perfezione che porta l'uomo dall'Errore alla Verità, dall'Ignoranza alla Rivelazione. Oltre 60 statue, in buona parte opera del tedesco Enrico Merengo (Heinrich Meyring, 1628-1723), e altrettante sculture minori (per le quali le fonti ricordano i “mastri” Pio, Domenico e Zuane) si integrano ad architetture, ruscelli, cascate, fontane, laghetti, scherzi d’acqua e peschiere, fra innumerevoli alberi ed arbusti su oltre 12 ettari nella natura intatta dei Colli Euganei. L'itinerario salvifico inizia varcando il paganeggiante Portale o Padiglione di Diana, un portale un tempo culminante in cupola con edicola, decorato da 17 statue (13 sul lato esterno e 4 sul lato interno) tra le quali spiccano quella di Diana, sulla sommità della struttura, di Endimione e Atteone ai lati della porta d’ingresso, di Apollo, Giove, Ercole e Mercurio sul parapetto interno. Un tempo il Portale di Diana era l’entra via acqua da Venezia e a Valsanzibio vi si giungeva in barca attraverso la valle da pesca di Sant'Eusebio (da cui ValSanZibio), ora limitata a vestigia. Varcato l'ingresso si costeggia la Peschiera dei Fiumi, la Fontana dell'Iride e la Peschiera dei Venti, due elementi, acqua e aria, per una prima purificazione passiva. Quindi, si giunge alla Fontana della Pila, in marmo rosso di Verona, e posizionata al centro del Giardino dove il Decumeno o Viale delle Peschiere si incrocia perpendicolarmente con il Cardo o Gran Viale. Alla Pila, poggiata su un basamento a gradoni ottagonale e circondata dalle statue di Argo e Mercurio a sud e da quelle della Salubrità e della Fecondità a nord, si inizia la purificazione attiva, recandosi al Labirinto. Il labirinto di Valsanzibio, interamente realizzato in bosso, con un percorso di circa
1500 m e una superficie di oltre 2.000 mq, è articolato in quattro settori culminanti nella torretta centrale ed è considerato uno dei più vecchi ed estesi labirinti di piante dell’epoca tuttora esistenti.
Usciti dal Labirinto si va a meditare alla Grotta dell'Eremita. Fatta la meditazione si percorre il Gran Viale fiancheggiano l'Isola dei Conigli, unica garenna di ispirazione antico romana oggi esistente e che simboleggia l’immanenza, e il Monumento al Tempo, raffigurato da Kronos, il tempo che ha interrotto il suo volo attraverso lo spazio e che simboleggia la trascendente condizione dello spirito umano. Quindi si giunge alla Fontana delle Insidie, dei giochi d’acqua o del Putto in marmo bianco di carrara e opera del Bernini. Come per la Pila, anche questa fontana è circondata da 4 statue collegate all’idea del bene e del male con Flore e Ope (a nord) contrapposte a Polifemo e Tifeo (a sud). Si giunge infine alla scalinata delle Lonze, di dantesca memoria, o del Sonetto, realizzata in trachite e che conduce, solo una volta letto il sonetto, al Piazzale delle Rivelazioni, con la sua omonima fontana, meta finale del simbolico itinerario. Nel giardino si contano circa 800 piante di oltre 100 specie, provenienti da tutto il mondo e stimate tra i 150 e i 900 anni di età. Da sottolineare la presenza di diverse specie arboree piuttosto rare; la più alta concentrazione (60.000 mq), le più antiche (oltre 400 anni) e le più grandi (oltre 5 metri) piante di bosso sempreverde del mondo; la presenza di alcune piante dal 'Nuovo Mondo' (le Americhe) considerate tra le più vecchie d'Europa, le prime arrivate dalle Americhe quando non erano ancora state classificate ed erano sconosciute agli Europei. In ultima, oltre ad essere considerato il giardino allegorico/simbolico meglio conservato al mondo, a Valsanzibio il Bernini ha fatto piantare le piante di bosso più vicine nella parte più lontana del Viale Centrale introducendo così, per la prima volta al mondo, la prospettiva nell’architettura dei giardini.

Strutture architettoniche

Cascata
Fontana
Foresteria
Gastaldia
Giochi d'acqua
Laghetto
Limonaia
Padiglione
Peschiera
Portale
Portineria
Ruscello
Scultura
Scuderia, Statua
Villa
Voliera.

Notizie storiche

Il complesso monumentale di Valsanzibio comprende villa, foresteria, gastaldia, scuderia, portineria, limonaia, padiglioni e giardino, ma in questo caso l'edificio padronale si presta a divenire quinta scenografica per il parco. Alla metà del 400 Ludovico Contarini acquista una gastaldia e già nel 1539 l’astronomo Antonio Piccolomini definisce in una lettera la proprietà come “locus amoenus”. Al tempo della proprietà Contarini viene già ricordata la presenza di una peschiera. Nel 1588 la famiglia cede i possedimenti a Piero Michiel e a Nicolò Ferro, che alla morte, nel 1619, lascia per testamento i beni parte ai Barbarigo, parte ai Michiel Barbarigo. Tra il 1619 e il 1623 i fratelli Barbarigo fanno realizzare una nuova sistemazione del giardino, impegnando l’asse est-ovest, mentre la sistemazione lungo quello nord-sud, è databile tra il 1664 e il 1665. Nel 1804 il complesso viene ereditato da Marco Antonio Michiel e nel 1835 passa ai conti Martinengo da Barco che amplieranno il parco. Passato ai Donà delle Rose nel 1929 perviene alla famiglia Pizzoni Ardemani che porranno riparo ai guasti causati dall’occupazione militare e dall’abbandono dell’ultima guerra. Di recente sono stati ripristinati i 33 punti d’acqua del giardino compromessi dal progressivo impoverimento idrico. Grazie a ciò Valsanzibio è oggi un raro esempio di seicentesco giardino all’italiana, integro nel percorso simbolico e nei giuochi d’acque, tanto da essere insignito del premio internazionale “Il più Bel Giardino d’Europa“.

Epoca

XVII

Progettisti ed esecutori

Luigi Bernini (progettista)

Bibliografia

Puppi Lionello, “Quivi è l’inferno e quivi il paradiso”. Il giardino di villa Barbarigo a Valsanzibio nel Padovano, in Mosser M. - Teyssot G. (a cura), L’architettura dei giardini d’Occidente dal Rinascimento al Novecento, Milano, 1990, pp. 181-183. Pietrogrande A., Il giardino di villa Barbarigo a Valsanzibio, in “Padova e il suo territorio”, 16 (2001), n. 91, pp. 18-21. Zucchello N. (a cura), Ville venete: la Provincia di Padova, Venezia, 2001.

Superficie

160.000 mq

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Privata

Provvedimento di tutela

D.Lgs. 2004/42

Vicenza Film Commission

Disponibilità elettrica :

Disponibilità acqua :

Bagni :

Accesso Carrabile : NO

Set già utilizzato : NO


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