Giardino informale di collezione, Cisterna di Latina (LT) - Lazio

Ninfa_09

Il Giardino di Ninfa custodisce le rovine di una città medievale, abbandonata dagli abitanti per la malaria che flagellava la zona. Oggi, intorno alle rive di un laghetto, sono rimasti i ruderi di un borgo fantasma, con le sue mura, le torri, le chiese e le abitazioni. Nel 1920 il principe Gelasio Caetani decise di bonificare la proprietà, con l'intento di realizzare lo splendido giardino che ancora oggi si ammira. La sua opera fu continuata da donna Lelia Caetani, ultima esponente della famiglia, che sistemò questo splendido parco romantico, ricco di specie esotiche e ornato da fantasiosi giochi d'acqua. Nel 1977, alla sua morte, Ninfa fu donata alla fondazione Roffredo Caetani, che oggi gestisce il giardino.
In the Caetani property an entire medieval town is comprised, in the actual state of conservation. The garden surrounding the ruines is a beautiful mix of tall trees and flowerings, set in landscape fashion: the result is an out of time landscape of still beauty. Pools and fresh waters running complete the suggestion of the site.
Indirizzo Via Provinciale Ninfina, 68 Loc. Doganella di Ninfa Cisterna di Latina (LT) - Lazio Accessibilità sì - parzialmente aperto al pubblico
Telefono +39 0773 632231 Orari apertura Da aprile a ottobre il primo sabato e domenica del mese, terza domenica di aprile, maggio e giugno e prima domenica di novembre. Apertura straordinaria: 29 Giugno.
Costo ingresso Individuale (più € 0,50 di prevendita online) € 15,00; Minori al di sotto degli 11 anni Accompagnati da un genitore (non valido per gruppi) gratuito; Diversamente abili, con invalidità al 100% Pagamento del contributo d'ingresso direttamente sul posto € 8,00; Hortus conclusus facoltativo, si acquista sul posto € 2,00
E-mail caetani.amministrazione@panservice.it
Sito Web Oasi di Ninfa

Il giardino ospita oltre un migliaio di piante ed è attraversato da numerosi ruscelli d'irrigazione, oltre che dal fiume Ninfa. Il fiume prende origine dall'omonimo laghetto di natura risorgiva e scorreva, fino alla bonifica integrale, per oltre 40 chilometri nell'agro pontino nel primo tratto col nome Ninfa, quindi col nome Sisto, fino alla foce tra Terracina ed il Circeo. Nei pressi della chiesa di San Giovanni è possibile osservare un noce americano, diversi meli ornamentali, un acero giapponese a foglia rosa, un faggio rosso, un acero a foglie bianche e un pino con aghi argentei. Alla spalle della chiesa di Santa Maria Maggiore sono una bignonia gialla, un gruppo di yucca e diversi roseti, mentre presso la facciata principale della palazzina si trova un Cotinus coggygria, chiamato anche albero della nebbia, con delle infiorescenze a piumino rosa, simili a zucchero filato e un cedro sul cui tronco è poggiata una Tillandsia, pianta senza radici che ricava il nutrimento dall'umidità dell'aria. Lungo il viale dei cipressi sono delle Erythrina crista-galli, fiori di colore scarlatto simili ad uccelli tropicali, mentre lungo il viale delle lavande è possibile godere della vista di ciliegi penduli, di un pino dell'Himalaya, i banani, un pino messicano ed un'acacia sudamericana. Nella zona dedicata al giardino roccioso si trovano Iberis, Eschscholzia, Veronica, Alyssum, Aquilegia, Dianthus e melograni nani. Vicino al ponte del macello sono Clematis armandii, ortensie rampicanti, aceri, un pioppo. Proseguendo lungo il fiume si incontra un boschetto di noccioli, un Acer saccharinum e un Liriodendron tulipifera, noto come “albero dei tulipano”. Nei pressi del ponte romano si trovano una Photinia serrulata, gelsomini, glicini e, prima di arrivare al ponte di legno, un gruppo di bambù provenienti dalla Cina. Al ponte di legno è posta una Gunnera manicata, tipica degli ambienti fluviali brasiliani, dei papiri, un cedro ed una Casuarina tenuissima, proveniente dall'Australia. Sull'antico municipio una Lonicera involucrata, mentre davanti al castello una Magnolia stellata.

Strutture architettoniche

Chiese dirute
Mura medievali
Torre
Ponti in pietra
Laghetto
Hortus conclusus
Peschiere

Notizie storiche

Il Giardino venne creato nel 1921 da Gelasio Caetani nell’area della diruta città di Ninfa, seguendo un programma di studio, scavo e restauro assolutamente all'avanguardia per i tempi. Insieme a sua madre Ada Wiebraham Gelasio inziò la piantumazione di molti dei grandi alberi ancora oggi presenti nel parco. L'opera venne proseguita da Marguerite Chapin, nuora di Ada, americana, che aprì il giardino all'importante circolo di letterati e artisti riuniti attorno alle riviste da lei fondate. La vera artefice del giardino fu tuttavia Lelia Caetani, figlia di Marguerite, con la quale Ninfa assunse quelle forti caratteristiche di giardino romantico che lo contraddistinguono. Alla sua morte, nel 1977, la cura del parco venne affidata alla Fondazione Roffredo Caetani, ancora oggi responsabile della manutenzione e della promozione di Ninfa. Nell'anno 2000 il giardino è stato dichiarato “Monumento Naturale” dalla Regione Lazio.

Epoca

XX sec., primo quarto

Bibliografia

L. Fiorani, Ninfa, una città, un giardino, Roma 1990
R. Angelotti Biuso, M. Di Bufalo, A. Galli (a cura di), Ninfa: le quattro stagioni, Milano1993
E. Howard, L. Marchetti, Ninfa. A Roman Enchantment , New York 2000
L. Spiccia, Ninfa. Una storia millenaria, Latina 2004
C. Quest-Ritson, Il Giardino più romantico del Mondo. Ninfa, Torino 2009

Superficie

ca. 8 ha

Mappa

Come arrivare



Condizione giuridica

Proprietà Privata
Via della Fortezza 04010 Sermoneta (LT)

Provvedimento di tutela

Legge1089/1939; 1497/1939; vincolo D.M. 7.1.1957; D.L. 24.3.1986; vincolo regionale anno 2000

Galleria fotografica